PROBLEMI DI INTESTINO?

 

L’essere umano è dotato di un intestino lungo più o meno dieci metri, pochi però si rendono conto della sua importanza!!
L’intestino ha la funzione di assorbire i nutrienti dai cibi che mangiamo, ma ci chiediamo mai se stiamo mangiando bene? Per esempio negli ultimi anni sono aumentati i casi di vari tipi di colite.
E molto importante mangiare bene, non assumere cibi che possano irritare o alterare la flora intestinale, evitare quindi il cibo spazzatura e soprattutto l’eccesso di proteine animali. Tenere sotto controllo anche il consumo di cereali raffinati considerando anche l’aumento della presenza di glutine negli ultimi anni.
Lo sapevate che….. le MANDORLE tendono a calmare le infiammazioni intestinali?

I benefici arrivano sott’acqua

Un bel quadrato di cioccolato fondente prima di immergersi e nuotare insieme ai pesci. Il cibo degli Dei si rivela, a sorpresa, anche alleato della sicurezza dei sub. Ed è addirittura consigliato prima di un’immersione, per “migliorare la risposta individuale allo stress e ridurre il rischio derivante dallo sviluppo di bolle gassose nei vasi sanguigni. Si allontanerebbe così lo spauracchio dell’embolia gassosa”, spiega il professor Alessandro Marroni, presidente del Dan (Divers Alert Network) Europe.

Sono ormai note da tempo le virtù del cioccolato fondente, ricco di flavonoidi che agendo da antiossidanti, rallentano il declino cognitivo della mente ed esercitano un’azione antidepressiva, antinfiammatoria, antipertensiva e antitrombotica.

Il Dan ha condotta una ricerca su 20 apneisti e 42 subacquei con le bombole, scoprendo che gli antiossidanti del cioccolato amaro sono in grado di combattere i radicali liberi prodotti durante l’immersione. Non solo. L’assunzione di 30 grammi di fondente, un’ora prima dell’immersione in apnea e un’ora e mezza prima di quella con le bombole, può prevenire la disfunzione endoteliale all’interno delle arterie.

Il primo studio ha coinvolto 20 apneisti, divisi in due gruppi di 10, che hanno effettuato immersioni con profondità massima di 20 metri. Ai subacquei del primo gruppo sono stati fatti ingerire 30 grammi di cioccolato amaro (cacao 86%), 60 minuti prima dell’immersione. Il secondo studio è stato condotto su 42 subacquei, anch’essi divisi in due gruppi di pari numero, che si sono immersi per 20 minuti alla profondità massima di 33 metri. Anche in questo caso solo il primo gruppo ha mangiato una barretta di fondente 90 minuti prima dell’immersione.

I test effettuati in entrambi gli studi una volta riemersi, hanno mostrato come il gruppo che aveva mangiato il cioccolato presentava un aumento significativo della dilatazione flusso-mediata dell’arteria brachiale (metodo ecografico per la valutazione della funzione endoteliale), che invece era ridotta nel secondo gruppo. Il cioccolato si è rivelato, dunque, un goloso alleato della sicurezza di sub e apneisti.

Dei cibi da preferire quando si fa subacquea, un’attività ad elevato dispendio energetico, soprattutto per la maggiore dispersione termica in acqua rispetto all’aria.

 

Cosa cambia l’esercizio fisico nel nostro corpo ?

Normalizzare l’insulina è fondamentale non solo per i diabetici ma anche per coloro che desiderano raggiungere il migliore stato di salute e di benessere.

Abbiamo visto nella sezione alimentazione il ruolo dello zucchero raffinato  e della farina bianca che, avendo un rapido assorbimento determinano un rapido innalzamento dei livelli di insulina.

Il consumo elevato di carboidrati semplici e per tempi lunghi, porta alla insulino-resistenza con innumerevoli effetti, anche molto gravi, sulla nostra salute.

Secondo il “2011 National Diabetes Fact Sheet” 26 milioni di americani sono diabetici, 79 milioni prediabetici e di questi la metà non sa di avere la malattia ed è destinata a peggiorare .

In Italia sono 3 milioni i diabetici noti (Fonte ISTAT) ma secondo i dati raccolti dall’Osservatorio Epidemiologico la cifra sale a 6 milioni considerando i casi non noti.

I dati sono in forte crescita, anno dopo anno e preoccupanti considerando i rischi elevati di patologie gravi fino alla perdita della vita.

Uno degli effetti benefici dell’esercizio fisico è quello di aiutarci a mantenere sotto controllo l’insulina e ad ottimizzare la sensibilità dei nostri recettori nei confronti di questo importante ormone e quindi utili per abbassare decisamente il rischio di contrarre il diabete 2, anche quando la nostra dieta o il nostro stile di vita non sono particolarmente salutari. 

Numerosi lavori scientifici hanno dimostrato che a seguito dell’attività fisica vengono modificati (positivamente) almeno altri 20 metaboliti.

Alcuni di essi aiutano a bruciare calorie e a ridurre la massa grassa a favore di quella muscolare inducendo un ciclo virtuoso salutare.

I muscoli metabolizzano i grassi, e lo fanno anche quando non stanno lavorando, quindi più massa muscolare abbiamo più bruciamo grassi e meglio manteniamo il nostro peso forma.

Ne deriva che un corretto programma di attività fisica ottimizza le nostre condizioni generali di salute, anche mentale, allontanando il rischio di molte patologie quali il diabete, le malattie cardiache, il cancro, l’osteoporosi, e numerosi altri mali tipici della così detta civiltà moderna.

A proposito di cancro, il Cancer National Institute ha riscontrato che le donne che praticano 4 ore di attività fisica alla settimana, riducono in rischio di tumore al seno del 60%. 

L’attività fisica rappresenta quindi un potente strumento a nostra disposizione, anche per i ridurre rischi dovuti ad una alimentazione sbagliata e modi di vivere poco salutari.

Dovrebbe essere considerata come una medicina che il nostro sistema sanitario sistematicamente, in via preventiva e curativa, farebbe bene a prescrivere metodicamente.

 

Avocado

E’ un frutto eccellente a basso contenuto di fruttosio e ricco di grassi monoinsaturi facilmente utilizzati per produrre energia

Uno dei maggiori benefici per la salute legati al consumo di avocado è l’aiuto per il controllo del peso corporeo dovuto al suo alto contenuto in grassi e basso contenuto in zuccheri. 

I ricercatori hanno anche scoperto che gli avocado sono efficaci per regolare i livelli glicemici nel sangue, un vantaggio importante per i moltissimi diabetici o pre-diabetici

Inoltre forniscono quasi 20 nutrienti salutari, tra cui

Fibre

Vitamina E

Vitamine del gruppo 

Acido folico

Potassio (più del doppio della quantità presente in una banana), di vitale importanza aiuta a bilanciare il rapporto sodio/potassio

100 grammi apportano 230 calorie

Grazie al loro benefico contenuto in grassi, gli avocado consentono al corpo di assorbire i nutrienti liposolubili in modo più efficiente (come alfa e beta-carotene, luteina, ecc) quando si consumano assieme altri alimenti.

Uno studio del 2005  ha riscontrato che l’aggiunta di avocado nell’insalata consente di assorbire datre a cinque volte inpiù di molecole antiossidanti carotenoidi per la protezione contro i danni dei radicali liberi.

Prestiti in contanti

Qualcuno ci prova comunque e sbatte la faccia contro un muro. A qualcuno va bene. Qualcun altro rinuncia in partenza e rimanda a data da destinarsi idea che aveva in mente per la quale aveva bisogno di un po’ di soldi in più. Quando andiamo allo sportello di una finanziaria che propone prestiti personali lo facciamo di solito con un po’ di ansia: In fondo si tratta di ammettere di non avere il denaro necessario per condurre la vita che vorremmo: non è bello per nessuno. Ma è proprio quella stessa ansia che a volte ci toglie la lucidità necessaria per renderci conto che i prestiti personali non sono affatto l’unico sistema per procurarsi dei soldi. Potrà sembrare un po’ azzardato, ma forse sono proprio le banche e le finanziarie ad averci convinti che la prima porta a cui bussare quando siamo in difficoltà è proprio loro. 

Come proteggere i nostri occhi e la nostra vista?

Ancora una volta, la prevenzione inizia a partire dalle nostre scelte alimentari e dai cibi che decidiamo di portare sulla nostra tavola. Un’alimentazione ricca di frutta e verdura permette di fornire all’organismo le vitamine e gli antiossidanti più utili a contrastare le malattie degenerative che possono interessare gli occhi con il trascorrere del tempo e a rendere la nostra vista più acuta. Ecco alcuni alimenti benefici a cui non rinunciare mai.

1) Cacao: il cacao è ricco diflavonoidi, antiossidanti considerati preziosi per gli occhi, in quanto ritenuti in grado di rafforzare la cornea e il cristallino. Uno degli alimenti a maggior contenuto di cacao è rappresentato dal cioccolato extra-fondente, da consumare comunque con moderazione.

2) Arance: le arance sono ricche di vitamina C e una loro spremuta rappresenta una delle opzioni più comode per assumere tale vitamina ogni giorno. La vitamina C è utile per contrastare i radicali liberi che possono risultare dannosi per gli occhi.

3) Carote: le carote spiccano tra gli alimenti utili per gli occhi per via della loro ricchezza divitamina A, utile ad aguzzare la vista, soprattutto notturna, ed a proteggere gli occhi. Le carote contengono inoltre il beta-carotene, un preziosissimo antiossidante. Altri alimenti utili da questo punto di vista sono rappresentati dalla zucca, dal melone e dall’albicocca.

4) Cipolle: le cipolle rappresentano un vero e proprio alimento medicinale, secondo la tradizione curativa che si basa su ciò che la natura ci offre. Da notare in maniera particolare è il loro contenuto di zolfo, che contribuisce a rafforzare i nostri occhi.

5) Spinaci: gli spinaci, i cavoli ed altre verdure a foglia verde scuro sono ricchi di sostanze come la luteina e la zeaxantina, due potenti antiossidanti ritenuti in grado di proteggere la retina dai processi degenerativi che potrebbero interessarla con il trascorrere del tempo.

6) Fragole: le fragole, accompagnate da altra frutta e verdura di colore rosso, compresi i lamponi e i peperoni, sono in grado di proteggere per via del loro contenuto di vitamine e di antiossidanti i vasi sanguigni oculari, riducendo il rischio di cataratta.

7) Mandorle: le mandorle, accompagnate da noccioline, noci e semi di girasole, si rivelano una preziosa fonte di vitamina E, importante per proteggere i nostri occhi dalladegenerazione maculare, dalla formazione della cataratta e dall’azione dei radicali liberi.

8) Fagioli rossi: i fagioli rossi sono considerati una buona fonte di zinco, un minerale vitale per la salute degli occhi. Esso contribuisce a stimolare l’azione protettiva della vitamina A nei confronti della retina. Lo zinco aiuta a migliorare la visione notturna e a proteggere gli occhi dalla cataratta.

9) Soia: la soia è considerata un alimento protettivo per gli occhi per via del suo contenuto di fitoestrogeni, di acidi grassi essenziali, di vitamina E e di agenti antinfiammatori che sono in grado di svolgere un’azione benefica nei confronti della nostra vista.

10) Mirtilli: i mirtilli neri sono un vero e proprio concentrato di principi attivi benefici per i nostri occhi e per la nostra vista. Essi contengono infatti vitamina A, vitamina C, zinco e luteina, che nel loro insieme aiutano a proteggere gli occhi dall’azione dei radicali liberi e dalle malattie degenerative.

Addio alla pancia gonfia

Un desiderio in cima alla lista di molti per la temuta prova costume, che si può realizzare eliminando i cibi che fermentano troppo nell’organismo. Estate a parte, è un problema quotidiano che colpisce almeno il 20% degli italiani: circa 12 milioni di persone.

Dai dati emerge un 40% in meno di giorni di pancia gonfia dopo un mese di dieta, valore che cresce nel follow up, soprattutto nella percezione del paziente. Una diminuzione del gonfiore del 50% che, dopo 16 mesi, raggiunge il 66%. Inoltre, il dolore addominale si riduce del 40% già dopo un mese e la sua percezione è più che dimezzata anche dopo 16 mesi (-56,6%, contro il -10% della dieta dei controlli).

“Abbiamo sottoposto a questa dieta più di un centinaio di persone. Lo studio ne ha prese in considerazione 75 di entrambi i generi, e seguite per oltre 2 anni, un periodo medio eccezionalmente lungo per questo tipo di lavori. Abbiamo coinvolto pazienti con intestino irritabile, ma la dieta è consigliabile per tutti coloro che hanno problemi di pancia gonfia”, spiega Corazziari.

Lo studio dimostra che una dieta personalizzata migliora la salute complessiva dei pazienti se si evitano determinati alimenti ‘Fodmap’, cioè ad alta capacità fermentativa. Sono cibi contenenti oligosaccaridi, come i legumi, alcune verdure (come carciofi, broccoli, aglio), frutti (come cachi e anguria) e cereali (frumento e segale), fruttosio (come mela, pere, pesche, mango), lattosio (latte e formaggi morbidi e freschi), e infine polioli, che si trovano in frutta (come ciliegie, susine), verdura (cavolfiori, funghi) e dolcificanti (mannitolo, sorbitolo e xilitolo).

“La fermentazione dei cibi, in certe persone predisposte – avverte Corazziari – può determinare un accumulo di gas che, insieme a un concomitante maggior afflusso di acqua, causano una distensione del lume intestinale. Questo, complice l’ipersensibilità che caratterizza tali soggetti, causa distensione e dolore addominale. Le nuove conoscenze scientifiche ci permettono di lasciarci alle spalle il detto ‘noi siamo quello che mangiamo’, oramai superato, per fare posto a un nuovo concetto: noi siamo il cibo che assorbiamo e soffriamo per quello che non assorbiamo e che la flora fermenta”.

Questi i consigli per l’estate, con la precisazione che “la creazione di una dieta tanto complessa richiede l’esperienza di un medico competente in materia, ma si possono dare suggerimenti alla portata di tutti”.

1) Scegliere tra i cereali, il farro e i prodotti senza glutine;

2) Preferire i formaggi duri e stagionati, e il latte delattosato, di soia o di riso;

3) Mettere nel piatto sempre la frutta e in particolare la banana, il mirtillo, il pompelmo, il kiwi, il mandarino, il limone, l’arancia, l’uva, il lampone, la fragola;

4) Spazio alla verdura in particolare il sedano, i peperoni, le melanzane, la lattuga, i fagiolini e la zucca;

5) Mangiare il pomodoro ricco di licopene;

6) Come dolcificanti preferire saccarosio, glucosio, sciroppo d’acero e dolcificanti che non terminano in ‘olo’;

Da evitare o limitare, invece, perché ad alto potere fermentante:

1) Frumento e segale (pane, pasta, couscous, crackers, biscotti);

2) Mele, pere, albicocche, ciliegie, pesche, mango, anguria, cachi, susine, prugna;

3) Miele, fruttosio e sciroppo di mais, sorbitolo, mannitolo, xilitolo;

4) Latte e formaggi morbidi e freschi (come la ricotta);

5) Carciofi, asparagi, barbabietole, cavoletti di Bruxelles, broccoli, cavolo, cavolfiore, finocchio, aglio, scalogno, funghi, piselli;

6) Ceci, lenticchie, fagioli, fave.

Chi mangia piano va sano e lontano

Assaporare il cibo invece di «divorarlo» non solo permette di gustare ciò che si mangia in maniera adeguata, ma fa bene alla salute. La velocità di masticazione influirebbe, infatti, sulla quantità di cibo che si assume.

È quanto hanno rilevato i ricercatori del Centro di Ricerca Nestlé (NRC) grazie a una serie di studi svolti in collaborazione con l’Università di Wageningen, nei Paesi Bassi, che hanno analizzato la correlazione tra le caratteristiche di un pasto, la velocità di masticazione del cibo, il senso di sazietà e, di conseguenza, l’assunzione di nutrienti e calorie.

Lo studio dimostra infatti che i cibi più morbidi, come le puree di verdure, le lasagne e i pomodori pelati, che vengono ingeriti in grandi bocconi e sottoposti a pochi atti masticatori, hanno un tasso assunzione al minuto considerevolmente maggiore dei cibi solidi. In quest’ottica risulta quindi meno appagante per l’appetito una porzione di purè che viene masticata solo 27 volte contro la stessa quantità di patate che necessita di 488 atti masticatori.

I ricercatori hanno di conseguenza dimostrato che i cibi ingeriti in piccoli morsi e masticati per lungo tempo aumentano il senso di sazietà riducendo quindi le quantità di cibo assunte: i volontari che hanno mangiato verdure e bistecca hanno consumato il 10% in meno rispetto a quelli che hanno mangiato il passato di verdure e la bistecca in pezzi. Inoltre quest’ultimo pasto è stato consumato il 20% più velocemente del primo per un equivalente di 10g di cibo ingerito in più al minuto.

Mangiare quindi con lentezza: una buona abitudine che non sembra appartenerci! I dati della sesta edizione dell’Osservatorio Nestlé-Fondazione ADI, sugli stili di vita e le abitudini alimentari degli italiani, dimostrano come andare di corsa è una pessima abitudine che portiamo anche a tavola, sin da giovani: la durata media di un pranzo del campione più giovane è di soli 22 minuti per il pranzo, e addirittura 1 ragazzo su 5 pranza in meno di 15 minuti!

Questione di tempo o si è un po’ perso il valore della convivialità? Probabilmente entrambe le risposte sono corrette ma dallo studio emerge come lo stare a tavola venga considerato un’occasione da trascorrere in famiglia solo dal 60% dei giovani intervistati e ben il 33% del campione associa il pranzo e cena a momenti di soddisfazione di una necessità prettamente fisica.

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